La mattina del mio colloquio finale, mia madre si mise davanti alla porta con la borsa dei pannolini di mia sorella in mano. “Tua sorella ha un brunch,” disse. “Devi guardare i bambini.” Le dissi che questo colloquio poteva cambiarmi la vita.
Non sono mai stata destinata, secondo la mitologia familiare, a diventare un Amministratore Delegato. Secondo la costituzione non scritta ma rigidamente applicata della mia casa, il mio destino era quello di rimanere perennemente legata a un borsone per pannolini, ferma sulle soglie delle porte, a scusarmi per l’audacia stessa di possedere ambizioni personali. La mattina […]
Continue Reading