Il messaggio di mia cugina Hannah è arrivato alle 21:47 di un giovedì.
Il giovedì sera, nel mio monolocale, di solito era tempo di corse contro le scadenze e cibo d’asporto ormai freddo. Facevo la grafica freelance: un lavoro che mio padre liquidava con un «ti pagano per colorare», e la mia vita era fatta di piccole vittorie silenziose che nessuno, con il mio stesso cognome, si prendeva […]
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