A cena di famiglia, papà fece una domanda che, in teoria, avrebbe dovuto essere innocua.
Le luci al neon della biblioteca di medicina della NYU avevano un ronzio tutto loro: una vibrazione bassa, ostinata, che mi si infilava nel cranio quando erano passate dodici ore dall’ultima volta che avevo mangiato. Nel mondo di uno studente al primo anno, il cervello è un organo affamato: divora glucosio e ossigeno a ritmo … Read more