“Cosa vuoi da me?! Vai da quello a cui hai dato tutti i tuoi soldi!”
Il campanello suonò forte, come uno sparo. Natasha trasalì, quasi versando il caffè sui documenti sparsi sul tavolo. Guardò l’orologio: le 20:30. Chi poteva mai presentarsi a quest’ora? Attraverso lo spioncino vide una figura familiare, ma del tutto inaspettata. Sua madre stava nel corridoio, curva, stringendo al petto una vecchia borsa malandata. Natasha si bloccò. […]
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